{"id":2156,"date":"2017-08-01T13:04:05","date_gmt":"2017-08-01T13:04:05","guid":{"rendered":"http:\/\/cytologystuff1.wpengine.com\/1587-2\/non-gyn-atlas\/urinary-tract-cytology-introduction\/"},"modified":"2017-11-22T06:26:39","modified_gmt":"2017-11-22T06:26:39","slug":"urinary-tract-cytology-introduction","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/cytologystuff.com\/it\/1587-2\/non-gyn-atlas\/urinary-tract-cytology-introduction\/","title":{"rendered":"Citologia del tratto urinario"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row 0=&#8221;&#8221;][vc_column 0=&#8221;&#8221; offset=&#8221;vc_hidden-lg vc_hidden-md&#8221;][vc_raw_html 0=&#8221;&#8221;]PGNlbnRlcj48YSBjbGFzcz0ic2hpZnRuYXYtdG9nZ2xlIHNoaWZ0bmF2LXRvZ2dsZS1idXR0b24iIGRhdGEtc2hpZnRuYXYtdGFyZ2V0PSJzaGlmdG5hdi1tYWluIj48aSBjbGFzcz0iZmEgZmEtYmFycyI+PC9pPiBUYWJsZSBvZiBDb250ZW50cyA8L2E+PC9jZW50ZXI+[\/vc_raw_html][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Citologia del tratto urinario&#8221; font_container=&#8221;tag:h1|text_align:center&#8221; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<div id=>\n<p class=\"subhead\" id=\"acknowledgements\">INTRODUZIONE<\/p>\n<p>Il tratto urinario \u00e8 costituito da reni, ureteri, vescica urinaria e uretra. La porzione basale della vescica urinaria comprende il trigono, un&#8217;area triangolare con il vertice rivolto in avanti. L&#8217;uretra ha origine dalla vescica in corrispondenza del vertice del trigono. In una donna, l&#8217;uretra presenta una breve apertura nel vestibolo dietro il clitoride. In un uomo, attraversa la prostata e il pene. <\/p>\n<p>    Un epitelio altamente specializzato detto &#8220;urotelio&#8221; o epitelio di transizione riveste le pelvi renali, gli ureteri, la vescica e l&#8217;uretra. L&#8217;urotelio \u00e8 costituito da uno strato basale di cellule cuboidali collocate nella membrana basale, da strati intermedi e da uno strato superficiale di cellule dette cellule ad ombrello, che sono piuttosto grandi e possono avere nuclei multipli. L&#8217;urotelio rappresenta una barriera per l&#8217;urina tossica prevenendo eventuali perdite e ha la capacit\u00e0 di contrarsi ed espandersi nel rispetto delle normali funzioni fisiologiche della vescica. <\/p>\n<p>     Nel 50% delle donne adulte e in alcuni uomini, il trigono della vescica \u00e8 rivestito da epitelio squamoso. \u00c8 possibile osservare anche aree di epitelio che producono muco.<\/p>\n<p><strong>Raccolta dei campioni<\/strong><br \/>\n<em><strong>Urina emessa: <\/strong><\/em>si tratta del campione di urina ottenuto con maggiore facilit\u00e0. L&#8217;urina emessa pu\u00f2 essere: <\/p>\n<ul class=\"normal\">\n<li>Raccolta in modo casuale<\/li>\n<li>Raccolta dopo adeguata idratazione<\/li>\n<li>Raccolta nel corso di 24 ore<\/li>\n<li>Raccolta dai condotti intestinali<\/li>\n<\/ul>\n<p>                Il campione di urina pi\u00f9 utile per l&#8217;individuazione delle cellule neoplastiche \u00e8 quello raccolto in modo casuale (almeno 3 campioni nell&#8217;arco di 2 settimane). I campioni raccolti dai condotti intestinali devono essere il pi\u00f9 freschi possibile.   <\/p>\n<p>             <em><strong>  Lavaggi<\/strong><\/em><br \/>\n\u00c8 possibile effettuare lavaggi di vescica, ureteri, pelvi renali, uretra cieca, neo-vesciche e condotti intestinali. La procedura di raccolta prevede un lavaggio con 50 ml di soluzione salina prima della manipolazione della vescica o della biopsia.  <\/p>\n<p><em><strong>Brushing<\/strong><\/em><br \/>\nI brushing si ottengono dalla vescica o dalle strutture rivestite dell&#8217;urotelio. Una volta raccolto il campione, il brushing viene applicato sul vetrino (strisci diretti) o risciacquato con soluzione Cytolyt<sup>\u00ae<\/sup> per la preparazione ThinPrep<sup>\u00ae<\/sup>.<\/p>\n<p>Sebbene sia accertato che solo l&#8217;urina emessa contiene elementi diagnostici, i lavaggi e i brushing tendono a essere campioni di cellule piuttosto che di urina emessa. <\/p>\n<p>       <strong>   Elementi normali nella citologia urinaria<\/strong><br \/>\nIn genere, la citologia urinaria viene richiesta per pazienti che presentano una misteriosa ematuria, sintomi di irritazione durante la minzione, un possibile cancro alla vescica o che eseguono controlli per un cancro alla vescica ricorrente. <\/p>\n<p>         <em><strong>Cellule uroteliali normali<\/strong><\/em><br \/>\nLe cellule uroteliali normali sono l&#8217;elemento cellulare che presenta le maggiori variazioni in termini di numero, forma e dimensione. Possono essere cellule mononucleari in colonna, cuboidali, simili alle cellule parabasali o poliedriche. Le cellule ad ombrello sono grandi, possono essere multinucleate e possono avere una superficie piatta o convessa in corrispondenza del lumen della vescica. Il citoplasma pu\u00f2 assumere caratteristiche di colorazione variabili, dal blu al grigio, e mostrare talvolta una leggera vacuolizzazione. I nuclei sono posizionati al centro con cromatina leggermente granulare e nucleoli piccoli. La forma dei nuclei pu\u00f2 variare da rotonda a ovale. Non \u00e8 raro osservare una binucleazione. Le cellule ad ombrello giganti sono solitamente visibili nei campioni raccolti dagli ureteri o dalle pelvi renali. Le cellule in colonne sono in genere presenti nei lavaggi della vescica e sono ritenute di origine uroteliale. Presentano sottili code citoplasmatiche e possono presentarsi singolarmente o aggregate.<\/p>\n<p>        <em><strong>Aggregati uroteliali e frammenti papillari<\/strong><\/em><br \/>\nCirca il 20% dei campioni normali di urina emessa contengono aggregati uroteliali. Questo elemento \u00e8 notevolmente pi\u00f9 evidente nei lavaggi della vescica, nelle urine ottenute da catetere e nei brushing a causa della tendenza dell&#8217;urotelio a sfaldarsi. L&#8217;interpretazione del neoplasma uroteliale papillare richiede un&#8217;attenzione particolare e deve essere correlata ad altri risultati. \u00c8 essenziale ricordare che gli aggregati uroteliali vengono individuati di frequente nelle urine ottenute da catetere, nei lavaggi della vescica e nei lavaggi e brushing dell&#8217;urotelio e delle pelvi renali. Le cellule aggregate mostrano nuclei ipercromatici o sbiaditi e possono contenere uno o pi\u00f9 nucleoli. Pu\u00f2 accadere di osservare una calotta di cellule ad ombrello su un lato degli aggregati. La presenza degli aggregati pu\u00f2 costituire un&#8217;insidia diagnostica ed \u00e8 opportuno non formulare diagnosi di cancro in assenza di un rapporto nucleare\/citoplasmatico alterato e di variazioni del pattern della cromatina. <\/p>\n<p><em><strong>Cellule squamose e ghiandolari<\/strong><\/em><br \/>\n\u00c8 possibile rilevare la presenza di cellule squamose come contaminanti provenienti dai genitali esterni o come un componente della vescica normale derivante dal trigono. I numeri sono soggetti a variazione. Eventuali cellule secretive in colonna e cellule provenienti da metaplasia intestinale possono essere considerate parte di una normale alterazione metaplastica o un componente della cistite ghiandolare.  <\/p>\n<p><em><strong> Esiti vari<\/strong><\/em><br \/>\nIn genere, i campioni urinari non contengono tracce di sangue e infiammazioni. L&#8217;eventuale presenza di questi elementi pu\u00f2 segnalare traumi, infezioni o tumori. Grazie al ThinPrep Pap Test, l&#8217;infiammazione si riduce e le cellule ematiche appaiono lisate nello sfondo. La presenza di eosinofili pu\u00f2 essere associata a cistite interstiziale provocata da farmaci. <\/p>\n<p>            <em><strong> Cellule tubolari renali e cilindri renali<\/strong><\/em><br \/>\n\u00c8 possibile individuare cilindri ialini e granulari anche in pazienti che non accusano sintomi riconducibili a patologie renali. I cilindri ialini sono costituiti da materiale proteico eosinofilo amorfo, mentre quelli granulari da cellule tubolari renali degenerate. Le cellule tubolari renali sono piccole cellule in colonna che si presentano in foglietti o singolarmente. .  <\/p>\n<p>          <em><strong>Cellule prostatiche e della vescichetta seminale<\/strong><\/em><br \/>\nLe cellule prostatiche si presentano in piccoli foglietti di cellule cuboidali con nuclei arrotondati e piccoli nucleoli sporadici. Le cellule della vescichetta seminale possono sembrare decisamente atipiche e contenere un pigmento marrone dorato nel citoplasma. In queste circostanze, \u00e8 possibile rintracciare sperma e corpi amiloidi. I corpi amiloidi sono corpi non calcificati laminari.   <\/p>\n<p>              <em><strong>Corpi globulari o corpi inclusi ialini<\/strong><\/em><br \/>\nNelle cellule uroteliali non \u00e8 raro notare inclusioni globulari rosse o blu. Si tratta di alterazioni degenerative di origine non virale. <\/p>\n<p>Nei campioni di urina possono essere presenti cristalli che distolgono l&#8217;attenzione. Non \u00e8 necessario procedere all&#8217;identificazione dei cristalli per la citologia urinaria; si tratta di un componente analizzabile durante il normale esame delle urine.    <\/p>\n<p>     <em><strong>Urina del condotto ileale<\/strong><\/em><br \/>\nIn genere, l&#8217;urina del condotto ileale viene raccolta per effettuare verifiche. Poich\u00e9 la mucosa colica entra in contatto con un ambiente tossico e ostile, sono frequenti alterazioni degenerative. Le cellule assomigliano a macrofagi e sono presenti carioressi, picnosi e abbondanti inclusioni rosse nel citoplasma. Nello sfondo sono visibili frammenti di citoplasma e batteri. In queste circostanze, l&#8217;individuazione di malattie maligne pu\u00f2 essere estremamente difficoltosa. \u00c8 necessario formulare la diagnosi analizzando le cellule che presentano le tradizionali caratteristiche di malignit\u00e0.<\/p>\n<p>     <strong> Citologia urinaria in condizioni benigne<\/strong><br \/>\n<em><strong>Infezione<\/strong><\/em><br \/>\nCondizioni infiammatorie quali un&#8217;infezione batterica possono essere associate a un aumentato numero di neutrofili e ad alterazioni reattive delle cellule uroteliali, come ad esempio aumento del nucleo, nucleoli prominenti e batteri sullo sfondo. Pu\u00f2 verificarsi necrosi e degenerazione.  <\/p>\n<p><em><strong>Infiammazione granulomatosa<\/strong><\/em><br \/>\n\u00c8 rarissimo individuare i segni di un granuloma ben definito. I granulomi compaiono come conseguenza di tubercolosi, terapia BCG e dopo un intervento chirurgico. Possono presentare istiociti allungati a palizzata con o senza cellule giganti e necrosi. <\/p>\n<p><em><strong>Infezioni micotiche<\/strong><\/em><br \/>\nLa Candida rappresenta la pi\u00f9 diffusa infezione micotica e si presenta sotto forma di pseudoife o spore. Nelle donne, pu\u00f2 essere un contaminante proveniente dalla vagina. In caso di trapianti di rene o immunosoppressione, la presenza di organismi micotici denota una vera infezione e deve essere adeguatamente trattata. <\/p>\n<p><em><strong>Infezione virale<\/strong><\/em><br \/>\nLe comuni infezioni virali individuate grazie alla citologia del tratto urinario sono il Citomegalovirus, il virus dell&#8217;Herpes e il Poliomavirus, rilevabili in casi di immunosoppressione riconducibile a AIDS, trapianto di rene o terapia anticancro.<\/p>\n<ul class=\"normal\">\n<li> <strong>CMV:<\/strong>\u00e8 caratterizzato da grandi inclusioni basofile intranucleari circondate da un alone e dalla marginazione della cromatina. \u00c8 spesso associato a citomegalia e inclusioni citoplasmatiche.<\/li>\n<li><strong>Virus dell&#8217;Herpes: <\/strong>origina cellule multinucleate, con nuclei a vetro smerigliato ripiegati e sporadiche inclusioni intranucleari eosinofile.<\/li>\n<li> \t<strong>Poliomavirus umano:<\/strong>l&#8217;infezione da Poliomavirus viene contratta nei primi anni di vita. L&#8217;attivazione avviene in presenza di uno stato immunosoppressivo riconducile a trapianto, chemioterapia, AIDS, diabete, ecc. Le cellule infette possono variare nelle dimensioni. Il Poliomavirus provoca in prevalenza inclusioni intranucleari opache basofile che riempiono il nucleo. \u00c8 possibile che altri nuclei presentino un pattern reticolare della cromatina a causa dell&#8217;infiltrazione di particelle virali. \u00c8 possibile confondere le alterazioni da Poliomavirus con un cancro uroteliale ed \u00e8 per questo che si parla di &#8220;cellule civetta&#8221;. \u00c8 possibile che siano presenti sia il Poliomavirus che un cancro.<\/li>\n<li><strong>Infezioni parassitarie: <\/strong> soprattutto nelle aree endemiche o tra le popolazioni di immigranti degli Stati Uniti, \u00e8 possibile rilevare uova di schistosoma associate a metaplasia squamosa dell&#8217;urotelio (leucoplachia) e carcinoma a cellule squamose.<\/li>\n<p><em><strong>Alterazioni reattive\/riparative <\/strong><\/em><\/p>\n<li><strong>Litiasi urinaria:<\/strong> la presenza di calcoli pu\u00f2 originare consistenti aggregati uroteliali e frammenti papillari con un&#8217;evidente variazione della forma e delle dimensioni delle cellule uroteliali e ipercromasia. Talvolta l&#8217;atipia associata alla litiasi \u00e8 talmente marcata che \u00e8 necessario svolgere ulteriori analisi per escludere la presenza di malignit\u00e0. Da un punto di vista citologico, \u00e8 osservabile aumento nucleare, pleomorfismo, rapporto N\/C aumentato, cromatina densa a grana grossa, nucleoli prominenti, mitosi sporadiche, degenerazione e necrosi.<\/li>\n<li><strong>Conseguenze della chemioterapia: <\/strong>la <strong>Ciclofosfamide<\/strong> provoca una marcata atipia citologica a causa della concentrazione ed escrezione del farmaco nell&#8217;urina. Ne consegue un evidente aumento della dimensione cellulare con nuclei eccentrici pi\u00f9 grandi, membrane nucleari irregolari, ipercromasia e cromatina a grana grossa. \u00c8 possibile rilevare nucleoli grandi e irregolari. Non \u00e8 raro osservare una multinucleazione. Il citoplasma \u00e8 vacuolato. Sono presenti picnosi e carioressi. Il <strong> Busulfan<\/strong> pu\u00f2 provocare un&#8217;atipia citologica simile a quella rilevata nel cancro uroteliale di alto grado. Gli  <strong>agenti intravescicali<\/strong>come tiotepa, mitomicina e BCG hanno effetti relativamente blandi sulle cellule uroteliali e possono causare multinucleazione, contorni nucleari regolari e nucleoli piccoli multipli. Il citoplasma \u00e8 vacuolato.<\/li>\n<li><strong>Alterazioni da radiazioni: <\/strong> le alterazioni da radiazioni sono associate a citomegalia con un rapporto N\/C basso. \u00c8 possibile osservare multinucleazione e macronucleoli. \u00c8 presente vacuolizzazione del nucleo e del citoplasma. Sono riscontrabili eosinofilia e policromasia. Nello sfondo possono essere rilevati frammenti e cellule infiammatori.<\/li>\n<li><strong>Effetti cauterizzanti della terapia al laser: <\/strong>questo tipo di trattamento pu\u00f2 rendere le cellule fusiformi e allungate.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\n<strong>Tumori uroteliali<\/strong><br \/>\nI tumori uroteliali possono avere carattere papillare o non papillare e possono avere origine dall&#8217;urotelio della vescica, degli ureteri o delle pelvi renali. A prescindere dal meccanismo di origine, presentano caratteristiche comuni. Non \u00e8 raro incontrare pazienti le cui aree del tratto urinario sono colpite da tumori sincroni o metacronici. L&#8217;attuale classificazione WHO\/ISUP suddivide i neoplasmi uroteliali in: <\/p>\n<ul class=\"normal\">\n<li>Papilloma<\/li>\n<li>Neoplasma uroteliale papillare a basso potenziale di malignit\u00e0 (PUNLMP)<\/li>\n<li>Carcinoma uroteliale di basso grado<\/li>\n<li>Carcinoma uroteliale di alto grado<\/li>\n<\/ul>\n<p>\n<em><strong>Carcinomi uroteliali di alto grado<\/strong><\/em><br \/>\nDa un punto di vista citologico, i carcinomi uroteliali di alto grado sono relativamente semplici da diagnosticare con un alto livello di sensibilit\u00e0 e specificit\u00e0 grazie alla presenza di cellule anaplastiche. \u00c8 possibile osservare preparazioni cellulari con consistenti aggregati uroteliali atipici e cellule maligne singole nello sfondo. I campioni possono talvolta contenere una scarsa quantit\u00e0 di materiale. Le cellule hanno rapporti N\/C elevati, con un pleomorfismo evidente. I nuclei sono spesso eccentrici con cromatina ipercromatica a grana grossa e nucleoli grandi irregolari. La membrana nucleare \u00e8 inspessita ed \u00e8 talvolta possibile rilevare mitosi. Il citoplasma \u00e8 scarsamente demarcato e cianofilo.  <\/p>\n<p><em><strong>Carcinoma uroteliale di basso grado<\/strong><\/em><br \/>\nIn linea di massima, il carcinoma uroteliale di basso grado \u00e8 caratterizzato da sensibilit\u00e0 e specificit\u00e0 diagnostiche ridotte. Da un punto di vista citologico, questo tipo di tumori \u00e8 contraddistinto da un&#8217;aumentata cellularit\u00e0 e dalla presenza di un maggior numero di aggregati uroteliali (papillari o meno). Le cellule degli aggregati hanno rapporti N\/C elevati con nuclei che fuoriescono dal citoplasma. I nuclei sono irregolari e possono mostrare dentellature o solchi. La cromatina \u00e8 granulare e distribuita uniformemente. I nucleoli sono indistinti o assenti.  <\/p>\n<p><em><strong>Neoplasma uroteliale papillare a basso potenziale di malignit\u00e0 (PUNLMP)<\/strong><\/em><br \/>\nNon esistono criteri citologici affidabili per la diagnosi di questi tumori. Possono essere presenti consistenti aggregati uroteliali e fronde papillari con caratteristiche citologiche indistinguibili da quelle del cancro uroteliale di basso grado o di un artefatto provocato da strumentazione o calcoli.   <\/p>\n<p><em><strong>Carcinoma in situ (CIS)<\/strong><\/em><br \/>\nIl CIS \u00e8 una lesione piatta che preannuncia il comparire di tumori uroteliali pi\u00f9 invasivi. Poich\u00e9 questo tipo di lesioni pu\u00f2 essere multifocale e non venire visualizzato durante una cistoscopia, la citologia ha un ruolo fondamentale nell&#8217;individuazione del carcinoma uroteliale in situ. In sostanza, le caratteristiche citologiche corrispondono a quelle di un TCC di alto grado in cui le cellule si presentano disperse o formano piccoli aggregati. Le cellule sono grandi con rapporti N\/C elevati e nuclei ipercromatici eccentrici con nucleoli prominenti. Si pu\u00f2 sospettare un&#8217;invasione quando le cellule tumorali sono associate a diatesi, ma \u00e8 importante sottolineare il fatto che non \u00e8 possibile formulare una diagnosi certa di CIS o di invasione basandosi sui soli risultati citologici. <\/p>\n<p><em><strong>Altri tipi di tumori maligni<\/strong><\/em><br \/>\nCarcinoma squamoso<br \/>\nNegli Stati Uniti, il carcinoma squamoso \u00e8 relativamente raro. \u00c8 solitamente associato alla schistosomiasi. In queste circostanze, i tumori sono in genere ben differenziati. Il carcinoma uroteliale presenta spesso una differenziazione squamosa focale e nella citologia urinaria sono riscontrabili solo cellule squamose maligne.   <\/p>\n<p>\u00c8 possibile osservare cellule squamose anucleate associate a cellule squamose spiccatamente atipiche e nucleate. Le cellule possono mostrare un evidente pleomorfismo nucleare con nuclei ipercromatici densi e macronucleoli. Il citoplasma pu\u00f2 essere abbondante e a forma di fuso o girino. Sono osservabili ponti intercellulari, granuli cheratoialini e perle di cheratina. Pu\u00f2 essere problematico distinguere i carcinomi squamosi non cheratizzati dai carcinomi uroteliali. <\/p>\n<p><em><strong>Adenocarcinoma<\/strong><\/em><br \/>\nGli<strong> adenocarcinomi primari <\/strong>della vescica sono piuttosto rari e costituiscono il 2% dei tumori della vescica. Le cellule presentano le tipiche caratteristiche di un tumore maligno: nuclei grandi eccentrici, cromatina aperta e nucleoli prominenti. Il citoplasma pu\u00f2 essere abbondante e mostrare vacuoli contenenti mucina. Le cellule dell&#8217;adenocarcinoma possono essere un componente di un carcinoma uroteliale di alto grado.  <\/p>\n<p><em><strong>Altri tumori<\/strong><\/em><br \/>\nPu\u00f2 accadere di imbattersi in carcinomi a piccole cellule o linfomi. La diagnosi si basa sui criteri morfologici tradizionali.  <\/p>\n<p>    <em><strong>Tumori secondari<\/strong><\/em><br \/>\nIn alcune rare occasioni, \u00e8 possibile individuare le cellule dell&#8217;adenocarcinoma prostatico nei lavaggi della vescica e nella citologia urinaria. Le cellule sono solitamente disposte in aggregati e mostrano nucleoli prominenti. Allo stesso modo pu\u00f2 accadere che i carcinomi renali rilascino cellule che vengono individuate nell&#8217;urina o nei lavaggi. Le cellule appaiono degenerate, con citoplasma vacuolato e nuclei grandi con nucleoli prominenti. <\/p>\n<p>A causa dell&#8217;estensione diretta dei tumori attraverso la parete vescicale, \u00e8 talvolta possibile individuare anche tumori dell&#8217;apparato genitale femminile come il carcinoma squamoso, l&#8217;adenocarcinoma della cervice e tumori epiteliali di alto grado delle ovaie e del colon.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia di riferimento<\/strong><\/p>\n<ol class=\"normal\">\n<li>    Betz SA, See WA, Cohen MB: Granulomatous inflammation in bladder wash specimens after intravesical Bacillus Calmette-Guerin therapy for transitional cell carcinoma of the bladder. Am J Clin Pathol 1993; 99:244-248.<\/li>\n<li>    Coleman DV: The cytodiagnosis of human polyoma virus infection. Acta Cytol 1975; 19:93-96<\/li>\n<li>    Droese M, Voeth C: Cytologic features of seminal vesicle epithelium in aspiration biopsy smears of the prostate. 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